sabato 15 gennaio 2011

In Fabbrica non solo Diritti, anche Doveri

Ho preso spunto dalla intervista di Veltroni su La Stampa del 5 di questo mese in cui dichiara, tra l'altro, che sarebbe ormai giunta "l'ora di arrivare alla reale partecipazione dei lavoratori alla Impresa" e non solo; pronuncia un vero e proprio atto di accusa al PD ed alle forze alla sua sinistra, cosiddette "progressiste", responsabili assieme alla CGIL e ad alcune sue "costole estreme" di difendere strenuamente l'"esistente" opponendosi paradossalmente a qualsiasi forma di innovazione e di cambiamento intesi come progresso appunto ed evoluzione dello "status quo" nella Società in generale e nel mondo del Lavoro in particolare

Posizione indubbiamente coraggiosa, fuori dal coro a sinistra soprattutto in questa fase oltremodo delicata per i nuovi equilibri in formazione in quell'area oltre che in particolare nel PD

Ma da Veltroni ce lo si poteva attendere ed ancora la posizione del giovane ed irrequieto Renzi, Sindaco PD a Firenze che con il solito coraggio e chiarezza che gli si riconoscono conferma che il gruppo dirigente del PD andrebbe "rottamato" e sostituito e ricorda che non vorrebbe dire non essere di sinistra votare "no" per esempio al Referendum Fiat per il futuro dello Stabilimento Mirafiori a Torino

E' importante innanzitutto che il lavoro ci sia e che soprattutto la Fiat in questo caso si impegni, questa volta con propri quattrini, ad investire, seppure nel rispetto delle nuove e diverse condizioni evolutesi alquanto in questi ultimi anni, non solo in Europa, in relazione alle tradizionali relazioni industriali che vanno necessariamente profondamente riviste oltretutto per le caratteristiche specifiche delle Imprese, sempre piu' diverse tra loro per Tecnologia, Prodotto, Organizzazione Produttiva e Mercato con l'obiettivo comune per le Parti di un incremento della produttività totale che tuteli l'Impresa e non deprima i Salari

Nello specifico (io l'avevo scritto tra i miei appunti a computer già ai primi del dicembre scorso),
questi richiami all'aumento della Produttivita', con le previsioni prese per buone benche' frutto solo delle loro valutazioni, sono certamente da considerarsi fondamentali per una Azienda che deve investire e tanto in un Progetto Industriale e, questo, per il bene di tutti; per l'Azienda che si tutela circa il raggiungimento di obiettivi prefissati e necessari al successivo sviluppo del progetto; per i Lavoratori che mantengono il posto di lavoro semmai con incremento nel tempo
delle unita' lavorative da inserire sempre in maggior numero in proiezione verso lo sviluppo dei Processi di Produzione
Fondamentale inoltre per il Territorio su cui si sviluppa il Progetto in questione godendone dei relativi vantaggi sempre piu' importanti anche in prospettiva futura, con lo sviluppo dell'indotto e quant'altro per un benessere generalizzato di tutta l'Area interessata

Ma chi tutela i Lavoratori ? Dal 1993 molto e' cambiato !

Indubbiamente Marchionne vuole presentare agli investitori una Azienda snella agile senza la zavorra dei condizionamenti della base operaia semmai a progetto appena avviato; oggi piu' che mai fare Impresa vuol dire anche, in un Paese come il nostro, cercare di assicurarsi le maggiori tutele possibili per evitare al massimo, contrasti, perdite di tempo ed i classici .."bastoni tra le ruote" a produzione avviata, quindi in corso d'opera quando sarebbe difficile ed oltremodo costoso fermarsi o tornare indietro; un minimo di certezze sono necessarie, se non indispensabili, per l'Impresa che comincia l'avventura
Non si dimentichino tra l'altro le difficolta' a livello mondiale del periodo che stiamo vivendo ormai da qualche anno !

Ma questo minimo di certezze devono anche pretenderle i Lavoratori che assieme all' Impresa partono in questo viaggio; Lavoratori da pagare di piu', al raggiungimento dei nuovi obiettivi ma che proprio per questo, quando i risultati della gestione dell'Impresa sono positivi, in virtu' appunto del convergere dello sforzo di tutti, bene sarebbe concedere loro una partecipazione premio al Capitale dell'Azienda per cui hanno operato e bene e mai piu', se le cose andassero male, essere loro i soli a dover pagare

Marchionne e' duro ma molto serio e responsabile quando continua a "tuonare": «la Fiat intende dar seguito ai programmi di investimento solo se i regimi di orario e le condizioni di lavoro garantiranno massima efficienza» ed ancora: "in caso di vittoria dei "no" al Referendum per il futuro dello Stabilimento Mirafiori a Torino, la Fiat sarebbe costretta a delocalizzare la produzione abbandonando Torino

Ma perche', come gia' accennato, non consentire ai Lavoratori di partecipare ai Profitti della Impresa anche in termini di Innovazione e di Giustizia Sociale ?
Prevedere per esempio a Bilancio un Fondo di Solidarieta' Aziendale a particolari condizioni di favore, semmai ad integrazione dei Fondi Pensione e quant'altro in relazione alle periodiche eventuali necessità sopravvenienti a tutela dei Lavoratori, comunque legando in qualche modo direttamente le retribuzioni agli utili d'Impresa

Nessun ricatto, ma ciascuna delle Parti che cura legittimamente i propri interessi nella condivisione della crescita dell'Azienda e dello Sviluppo complessivo dell'Area di allocazione dell'Attivita'

Perche' nessuno ha mai proposto una soluzione di questo tipo ne' da destra, ne' da sinistra e soprattutto da parte dei Sindacati ?

Ormai e' tardi, ad urne chiuse a Torino, con grande partecipazione al voto da parte degli operai, come già per Pomigliano attendiamo di conoscere il risultato di questo Referendum a momenti

La cosa importante pero' ormai non e' tanto il risultato che pare scontato a favore del "si" ma che si sia sollevato un problema vero reale ed importante che gia' da tempo si sarebbe dovuto affrontare e che avrà certamente contribuito a renderci tutti un po' piu' responsabili, ciascuno nel proprio ruolo


gianni tavano

http://lavoro-solidarieta-progresso.blogspot.com/