venerdì 5 febbraio 2010

Lavoro

Ed eccoci ad alcune riflessioni sul "Lavoro"

Proprio quest'anno, nonostante la conferma da piu' parti che la ripresina iniziata a fine 2009 si consoliderà con previsione di interessanti incrementi del PIL gia' in estate e con l'Italia vista tra
i primi Paesi ad uscire dal "tunnel", la disoccupazione raggiungerà i picchi massimi dagli inizi della crisi nel 2008 con percentuali a due cifre.

Ormai tutti i nodi verrannno al pettine ed il disagio nel vivere quotidiano da parte di molte famiglie si avvertirà sempre piu' pesante.


La perdita del posto di lavoro per molta gente porterà allo scivolamento forse irreversibile nella
condizione di "poverta"; non si puo' certamente vivere con 700-800 euro mensili della cassa integrazione, della mobilita' e/o quant'altro ed i vecchi di casa non ce la fanno ad alleviare le sofferenze con pensioni nella maggioranza dei casi, laddove presenti, mediamente attorno ai 600-700 euro mensili.

Cambiano radicalmente le abitudini di vita, nel fare la spesa, nell'affrontare comunque il quotidiano nella consapevolezza che non v'e' piu' alcuna garanzia per il futuro.

Oggi un ministro dice "evviva il posto fisso"; per decenni ci hanno detto il contrario.

Una cosa e' certa, per sperare di cambiare le cose in maniera piu' rapida e soprattutto "concreta" con la creazione di nuovi posti di lavoro e sempre meno in condizione da precari, occcorre alimentare con intelligenza la domanda di consumi interna.

Una maggiore domanda di beni e servizi porterebbe alla ripresa delle attivita' con l'aumento della produzione e conseguenti nuove assunzioni ; un circolo virtuoso che garantirebbe in brevissimo tempo l'aumento della ricchezza alimentando il volano gia' avviato verso un sempre piu' diffuso benessere.

Certo che la FIAT non condivide il rinnovo degli incentivi per aumentare le vendite delle sue auto; degli incentivi statali loro ne hanno goduto solo del 30% circa, meglio l'adozione di politiche industriali interne piu' consone e mirate, comunque nel rispetto di quanto si decidera' a livello europeo.

Quindi investimenti, opere pubbliche da far partire, il Ponte sullo Stretto e poi le varie direttrici veloci nei trasporti, TAV e quant'altro.

Ma in Sicilia si vuole chiudere uno stabilimento lasciando a casa tanti lavoratori che sanno fare auto; perche' non reintegrarli facendogli fare Bus Urbani ed extra-Urbani e perche' non auto elettriche o ad idrogeno (la relativa tecnologia' e' risaputamente conosciuta e disponibile da tempo)?

Ed ancora perche' non cominciare ad appaltare i lavori di consolidamento del territorio far partire le ristrutturazioni degli immobili con l'utilizzo di tecnologie ed impianti a tutela dell'ambiente?

Insomma ci sarebbe davvero tanto da fare per agevolare la "ripresa" e lasciarci tutti alle spalle questo triste e davvero per molti pesantissimo periodo, ma tutto passa dal coraggio di adottare scelte di politica economica mirate alla tutela degli occupati ed alla creazione di tanti nuovi posti di lavoro per il benessere oggettivo della colletttivita' secondo una rigida scala di priorita' possibilmente condivise dai piu'.

Tra l'altro anche la Costituzione afferma che la ns e' una Repubblica fondata sul Lavoro; Lavoro che certamente non puo' che considerarsi il motore di sviluppo di tutte le progredite forme di Democrazia avanzata.

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