domenica 21 marzo 2010

Barack Obama, l'Uomo e il Politico

Barack Obama, l'Uomo e il Politico

Lo scorso anno in prossimita' delle Elezioni Europee mi presentavo su Tripod assieme alla mia famiglia, parlando del mio background formativo e culturale, delle diverse esperienze lavorative e, tra l'altro, scrivevo

... Oggi spero di poter mettere a disposizione la mia esperienza acquisita nel tempo da spettatore,
spesso impotente, promuovendomi attore attivamente interessato al grande progetto di cambiamento necessario ed auspicabile per una migliore qualita' di vita da garantire alle
future generazioni in Europa, in America e nel Mondo. Una attenzione particolare alla tutela
dell'Ambiente, il coraggio di adottare politiche socio-economiche su basi solidali che salvaguardino
sempre più e meglio le classi meno abbienti, i senza lavoro, gli anziani, chi vive comunque nel
disagio, i giovani a cui occorre dare sempre maggiori speranze nel futuro; adottare insomma Scelte sempre piu' importanti e mirate alla pacifica convivenza dei Popoli di assai diverse Fedi Religiose in una sempre più Globale Società Multietnica dove tutti possano godere in piena
liberta' dei propri Diritti comunque nel rispetto di quelli altrui. Tutto ruota quindi attorno alle Scelte che si andranno a compiere in questi anni, tra l'altro molto difficili a causa anche della Grande Crisi del Sistema Finanziario che sta investendo i Mercati Finanziari con gravissime
ripercussioni, seppure con incidenze diverse, sulle Economie Reali di tutti i Paesi del Globo. Ecco quindi la necessita' di tornare ad affidarsi alla Politica, quella vera, la Grande Politica; ma la Grande Politica ha bisogno di Grandi Uomini ed un segnale in questa direzione ci è venuto molto di recente da Ovest con l'elezione di Barack Obama a nuovo Presidente degli Stati Uniti d'America. AverLo seguito già da qualche anno e poi nel corso della lunga Campagna Elettorale nel 2008 in cui ha piu' volte sottolineato ribadito ed esposto alcuni punti fermi del Suo programma mi consente di poter confermare che cambiare "si puo'' e non solo negli U.S.A. e, con
Lui, si e' partiti proprio con il piede giusto. ....

Oggi in Europa si stanno raggiungendo i picchi negativi della disoccupazione, ampiamente previsti e tamponati in vario modo estendendo a favore delle famiglie e dei lavoratori benefici vari anche in relazione agli Ammortizzatori Sociali, in particolare da noi, nella concreta
speranza che entro l'autunno si possano concretizzare i segnali di un inizio concreto di una ripresa
stabile da consolidare poi nel 2011.

In Cina ed India, assieme oltre un terzo del Mercato Mondiale, la crescita e' ancora positiva pur se molto ridimensionata; anche da loro migliorano le condizioni di vita, cominciano a svilupparsi
organicamente le rivendicazioni dei lavoratori, aumentano i salari.

I Paesi Produttori di Petrolio, resisi conto di detenere un bene non piu' assolutamente necessario,
sebbene ancora e sempre assai prezioso, hanno contribuito a calmierare il Mercato Mondiale
dell'Oro Nero pur coinvolti, in alcuni casi anche pesantemente, da gravi problemi anch'essi
sostanzialmente di natura finanziaria. Insomma fermi alla finestra, a Credito, mentre alcuni nell'Area del Golfo fanno shopping in giro per il mondo continuando ad acquisire immobili di pregio ed importanti partecipazioni azionariein Grandi Banche ed importanti Imprese in particolare negli USA, in Europa ed in Estemo Oriente.

Quindi la Russia dove molte delle certezze acquisite in decenni di espansione stanno ancora facendo i conti con le gravi conseguenze indotte dalla crisi finanaziaria che ha colpito duramente anche in quell'Area. Frattanto continuano a gestire il grosso business del gas ed i rapporti
spesso in tensione con alcune delle vecchie Reppubbliche Socialiste dell'ex U.R.S.S. tra cui, in
particolare, la Ucraina, la Georgia e la Cecenia.

Infine gli U.S.A. dove il Presidente Barack Obama sta lavorando da poco piu' di un anno dal suo insediamento alla Casa Bianca e pare che ce la stia facendo.
Ma andiamo con ordine; il suo Staff, tutti i collaboratori, la Clinton e soprattutto la First Lady e le
bambine, anche il cane ; tutti, proprio tutti assieme al popolo americano, a quasi tutto il Suo Partito, a molti Repubblicani e tanti altri sostenitori e simpatizzanti in giro per il Mondo
stanno contribuendo ai buoni risultati fin qui prodotti da questa Amministrazione.
Senza eccedere, con calma e sana pazienza confortata pero' da una ferma volonta' e costanza senza eguali, Barack Obama sta affrontando i vari problemi, le diverse crisi, vecchie e nuove non distraendosi mai dalle promesse fatte, dal programma sottoposto agli elettori.

Quindi avanti con Guantanamo e con gli interventi straordinari e subito non compresi in economia soprattutto a favore delle Banche e dell'ormai inadeguata ed obsoleta industria automobilistica locale in risposta all'eredidata nota gravissima crisi finanziaria mondiale.
Poi la cura dei rapporti in particolare con la Cina e non solo per necessita' finanziarie e di interscambi commerciali, ma senza trascurare il Dalai Lama.

Poi il duro impegno del contrasto al Terrorismo con i conseguenti problemi connessi alla Sicurezza ed alla gestione della stessa; quindi lo Yemen, la Somalia, e poi la Corea e L'Iran e, con il Nobel della Pace appena conferitoGli, le decisioni mirate sull'Iraq e sopratutto sull'Afghanistan, l'impegno costante e diretto per il raggiungimento dell'accordo di pace tra Israeliani e Palestinesi.

Ma il fiore all'occhiello del Presidente e' certamente la Riforma Sanitaria; tentare di estenderla a favore di 32 milioni di americani, di chi non ha soldi per curarsi o per farlo forse e' costretto a dover vendersi casa, di quella parte del popolo americano che ha evidente bisogno di aiuto, contro l'ottusita' di molti, contro stratosferici interessi di lobbies, compagnie di assicurazione e
non solo.

Una legge forse ancora non perfetta ma oggi la cosa piu' giusta da portare avanti.

La Sua forza anche in questa caso e' che il Presidente conosce perfettamente i limiti dela Sua
azione, li accetta, li mette in conto essendone assolutamente consapevole, come lo era quando si
è presentato come primo afro-americano per la Carica, la piu' importante, di Presidente degli Stati Uniti d'America.

Sempre Barack Obama ha messo in gioco Se' stesso, anche in questo caso la Sua e' soprattutto una missione di fede, una questione in cui crede come persona, come individuo libero ed indipendente, come cittadino; un credo forte ed inattaccabile come quello verso la sua Nazione e la Democrazia compiuta degli stessi Stati Uniti d'America.

E' l'Uomo Barack Obama anche in questo caso a portare per mano il Politico, il Presidente,
garantendone certamente il successo.

Comunque vada Presidente,

complimenti!!

Gianni Tavano

http://lavoro-solidarieta-progresso.blogspot.com

Nessun commento:

Posta un commento